
Cagliari
10
dicembre
2009
Giocando con l'Africa
Laboratorio per il Lazzaretto
Alma Bennet, affermata critica, così iniziava uno dei suoi più prestigiosi articoli pubblicati su Velvet, una delle più importanti riviste dedicate al mondo dell'arte:
"Gli artisti lo sanno. Rovistare tra i rifiuti è l'azione più poetica che ci sia. Perché regalare significati nuovi a ciò che ha chiuso il suo ciclo economico, è bello".
Forse, questa definizione stridente nella semantica e dalla punteggiatura accentuata, può apparire lontana dall'immagine romantica dell'artista, qui dipinto come un questuante cercatore di tesori, ma di sicuro sembra il manifesto culturale più azzeccato per una delle nuove tendenze di questo mondo vario e polimorfo: quella del riciclo.
Continua, infatti, la Bennet: "Se li osserviamo attentamente, i rifiuti acquistano nuovo senso, rivelando inedite possibilità di riutilizzo. Ogni vecchio oggetto, pure il più ordinario, conserva, visibili o no, le tracce del passato; porta trascritti pensieri, emozioni, desideri, vite di chi l'ha posseduto. Per un artista utilizzare un reperto che ha i segni dell'uso significa evidenziare lo stratificarsi dell'esperienza e parlar del tempo, della vita che scorre, della transitorietà. Significa appropriarsi di una storia e immettere nell'opera un senso d'identità personale. Il riciclo assume così valenza metaforica: il senso di perdita, abbandono, poi di rinascita e rigenerazione è un ciclo che queste opere ci invitano a riscoprire".
L'Occidente dell'ultimo secolo ha, dunque, elaborato un nuovo modo di vedere i rifiuti, ha teorizzato l'espressività di materiali che non possono essere di certo considerati nobili e ipotizzato l'utilizzo del pattume per scopi puramente estetici. Tuttavia, nel Sud del mondo la situazione è ben diversa. Rovistare tra i rifiuti è una necessità, non un'azione poetica; il riciclo serve ad alimentare le occorrenze e il riutilizzo dei materiali meno nobili non assume una primaria valenza d'arte, pur rimanendo espressione dell'ingegno e dell'estro umano. A ricordarcelo è Augustine Okubo, Keniano, che dal 15 Settembre al 29 novembre 2009, terrà al Centro Culturale il Lazzaretto di Sant'Elia la mostra - laboratorio Giocando con l'Africa, rivolta ai bambini, ai ragazzi, ma anche agli adulti. La Voce dei Comuni l'ha intervistato.
Continua nel n. 5 de La Voce dei Comuni
Marco Cabitza
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