
Capoterra
11
agosto
2008
Cistite
Quando la pipì brucia
Sole mare e vacanze... ecco che a rovinare il periodo più bello dell’anno ci si mette un disturbo assai frequente nelle donne , una infiammazione delle vie urinarie in particolare della vescica procurando dei sintomi fastidiosi. Il 20-30% delle donne sessualmente mature ,tra i 18 e 50 anni,l’ ha subita almeno una volta o più, e l’ incidenza aumenta con: l’età, la gravidanza (cambia in questo periodo, l’anatomia delle vie urinarie ) e nelle donne affette da diabete. Una frequente patologia che tende ad autolimitarsi nell’arco di 3 giorni ma che dobbiamo affrontare con una pronta ed opportuna terapia.
Ma perché colpisce soprattutto le donne? Vi sono delle ragioni di ordine anatomico, ossia il tubicino che porta l’urina verso l’esterno (uretra) nelle donne è estremamente corto, 3 cm,rispetto all’uomo, che misura circa 16 cm, inoltre la vicinanza al vestibolo della vagina ( la “porta” d’ingresso dei genitali esterni) vicina anch’essa alla regione anale ed entrambe le strutture in contatto con microorganismi di origine fecale.
Queste infezioni possono coinvolgere solo le vie urinarie inferiori (uretra e vescica) , le vie urinarie superiori (reni e ureteri) o entrambi.
Ma chi sono i responsabili di tali infezioni? Per il 90% di esse l’Escherichia Coli e’ il bacillo che viene isolato, quindi maggiormente responsabile. E’ accertato che un serbatoio intestinale di tali germi sia il responsabile delle recidive, quindi la stipsi è un fattore predisponente per il ripetersi di tale patologia.
Quali sono i sintomi che la caratterizzano?
Di solito si avverte un imperioso stimolo che non corrisponde alla quantità di urina emessa, in termini medici ,pollacchiuria , si associa inoltre la stranguria,una emissione dolorosa della pipì e, può presentarsi inoltre, la nicturia , la notturna necessità di urinare e infine la ematuria ossia la presenza di sangue, macroscopicamente visibile , nelle urine: ciò accade quando l’infezione coinvolge anche gli strati sottomucosi, vascolarizzati, dell’epitelio vescicale. Il tutto è associato al tenesmo vescicale ossia il dolore sovrapubico .
Come si arriva alla diagnosi?
Si basa ,oltre che sulla presenza dei sintomi sopracitati , anche sui risultati dell’esame delle urine e della urinocoltura con conta delle colonie batteriche sviluppate. Nell’analisi delle urine la presenza di un elevato numero di leucociti(i globuli bianchi in numero maggiore di 10.000/ml ), la presenza di batteri in numero significativo , la presenza di emazie (globuli rossi) la presenza di nitriti e un elevazione del pH. L’infezione è testabile quando si possono contare 100.000 batteri /ml di urina.
La terapia va intrapresa con rapidità.
Essa consiste nella scelta di un antisettico urinario, se si tratta di un prima infezione, è possibile assumere la Fosfomicina in monodose, associando ad essa un antinfiammatorio per ridurre i sintomi dolorosi. V i sono antibiotici considerati di prima scelta nel contrastare queste affezioni , si tratta del Cotrimossazolo ma in Italia si sta osservando una resistenza superiore al 25% per la quale non può più essere considerato il farmaco di elezione. Una altra importante categoria è rappresentata dai Chinolonici. E’ consigliabile bere abbondanti quantità d’acqua (circa 2 litri al giorno) così da facilitare una rapida eliminazione dei batteri dalla vescica, ed un adeguato riposo.
Dott.ssa Vanessa Matta
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