
Muravera
8
dicembre
2009
Luis Airton Barroso Oliveira
Il quinto moro chiamato Lulù
Per tutti ormai è semplicemente Lulù, a dispetto di un nome che pare affibbiato ad un figlio di un casato nobile, tanto è lungo. Invece Lulù Oliveira, indimenticabile attaccante del Cagliari che arrivò alla semifinale di coppa Uefa nel 1994, ha origini modestissime. Nato A Sao Louis, in Brasile, ha da sempre mangiato pane e calcio. "Il calcio per me è quasi una questione genetica" dice "già mio bisnonno giocava a pallone, così come mio nonno e mio padre. Tutti i miei fratelli idem, inclusa mia sorella". Una passione di famiglia, insomma. L'incontro con uno dei migliori attaccanti della storia del Cagliari, oltre che di Fiorentina, Catania e Bologna, avviene a Muravera, dopo un allenamento fatto con la sua nuova squadra. Il "falco" (come viene sopranominato a causa del modo con cui festeggia i suoi goal) ha infatti deciso di planare verso casa e giocare là dove vive insieme alla moglie Anna Lisa ed ai suoi tre figli. Ed a Muravera ora sognano, anche grazie alla sua presenza, il salto di categoria oltre l'Eccellenza. Con lui abbiamo fatto una breve chiacchierata parlando non solo del passato, ma anche di presente e, soprattutto, futuro.
Lulù, come mai, nonostante avessi numerose richieste per giocare in categorie superiori, hai deciso di giocare a Muravera in Eccellenza?
Perché volevo stare vicino alla mia famiglia. Ero stanco di girare. Stare tanti anni lontano dai tuoi affetti non è semplice. Il motivo è solo questo.
Continua nel n. 5 de La Voce dei Comuni
Ignazio Monni
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