
Capoterra
15
ottobre
2008
Lettera aperta
Napoli? No, Capoterra
Avrei preferito un titolo diverso ma ormai anche un napoletano 'emigrato' come il sottoscritto utilizza questo slogan per simboleggiare il degrado creato dall'immondizia, vera sovrana delle nostre strade.
Tuttavia,negli ultimi mesi Napoli ha ritrovato una immagine,decisamente più consona ,alla storia ed all'importanza della città mentre,
la mia cittadina d'adozione, quotidianamente peggiora.
Le aiuole delle ormai innumerevoli rotonde sono un ricettacolo di bottiglie e pacchetti di sigarette.
Lungo le strade i sacchetti abbandonati sono ormai senza soluzione di continuità.
Ottima pubblicità per le varie catene di supermarket; pessima per il decoro, l'educazione e la civiltà dei miei nuovi concittadini.
Una raccolta differenziata che non prevede alcuna 'Oasi ecologica' ha dato il colpo di grazia.
Non credo infatti che un abitante di Capoterra ,Residenza del Sole o Torre degli Ulivi sia felice di passeggiare a piedi o anche solo transitare in auto 'scortato'da immondizia di qualsiasi genere.
Immagino piuttosto che un turista di passaggio o chiunque in partenza per qualche giorno non abbia potuto depositare i rifiuti presso una struttura adeguata a riceverli in qualsiasi giorno della settimana.
Probabilmente l'incivile che si libererà del sacchetto ovunque capiti esisterà sempre.
D'altronde a Napoli diciamo 'La madre degli ignoranti è sempre incinta...'
Ma che l'amministrazione comunale si renda complice di questa vergogna non comprendendo che, la differenziata porta a porta, senza centri di raccolta non funzionerà mai è intollerabile.
Date la possibilità di depositare i rifiuti,differenziati,in qualsiasi giorno. E' una iniziativa sensata e logica.
La buona volontà dei cittadini-contribuenti verrà di conseguenza. Napoli docet.
Pierluigi Specchia
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